17-03-2017 - news
Essere insieme nelle emergenze: condividere e formarsi
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“Essere Anpas significa formarsi condividere, arricchirsi nello spirito di un obiettivo e sentimento comune”. Questa frase è stata il filo conduttore di tre intense giornate, 3-4-5 marzo, che sessanta volontari di protezione civile hanno vissuto a Pontassieve (Firenze). L’importanza di confrontarsi, di adottare strategie comuni e condivise e di acquisire ulteriori competenze ha dato vita alla seconda cascata formativa promossa dall’Anpas; ciascun volontario è stato assegnato al modulo che rispecchiava il suo profilo: operatore cinofilo, operatore delle categorie fragili, psicologo dell’emergenza della colonna mobile nazionale.

Due nostre volontarie hanno rappresentato la Pubblica Assistenza AVPA partecipando nel settore cinofilo e della psicologia dell’emergenza. Gli operatori cinofili saranno impegnati anche in  altri tre weekend, 24-25-26 marzo, 12-13-14 maggio e 16-17-18 giugno in esercitazioni teoriche e pratiche; ciascuno portando la sua esperienza e conoscenza ha arricchito l’intero gruppo di formazione e affinato le proprie abilità. Tante ancora ne metteranno in campo!

Per la psicologia dell’emergenza è stato previsto un unico weekend in cui gli obiettivi delle lezioni sono stati acquisire conoscenze e competenze sul trattamento del trauma causato da calamità naturali, come terremoti, ma anche da altri tragici disastri come incidenti stradali, ferrovieri ecc.; condividere le esperienze vissute nei campi di protezione civile nell’ultima emergenza di Amatrice e Norcia e apprendere il protocollo da adottare in queste situazioni. Il racconto, la lettura e la visione di evento imprevedibile che sconvolge e può mettere in ginocchio un’intera popolazione sono stati seguiti da un debrifing per far emergere le emozioni degli psicologi coinvolti in prima persona nei campi e di quelli che sono pronti ad offrire il proprio contributo. I ricordi vivi e le simulazioni hanno ben delineato il ruolo dello psicologo, che è prima di tutto un volontario di protezione civile e si rivolge sia alle vittime di primo livello (chi ha subito il terremoto o l’incidente), sia le vittime di secondo livello (familiari ed amici) e anche le vittime di terzo livello ( i soccorritori). Il volontario psicologo ha il compito di fornire una guida e dei suggerimenti per migliorare il clima del campo, contenere la sofferenza delle vittime, ma anche indirizzarli a ricevere aiuti efficaci prendendo contatti con i servizi territoriali. Inoltre, è molto importante, impegnarsi per ricreare un’atmosfera familiare riunendo nel campo familiari, ma anche vicini di casa; un occhio attento deve essere sempre per i soccorritori che si adoperano senza sosta e sono esposti ad una grande sofferenza, e a volte frustrazione. Regalare il conforto, l’ascolto e favorire l’autonomia risvegliando risorse in persone che hanno subito un trauma sono aspetti essenziali di un intervento.

Queste giornate di formazione hanno permesso ai volontari di mettersi in gioco in prima persona misurandosi con se stessi e di rigenerare in loro motivazione ed energie. Un apprendimento efficace avviene quando si è coinvolti attivamente in un gruppo dove la diversità è ricchezza. Conoscere, altre realtà, uniformare un tipo di intervento con il contributo di tutti rende l’azione efficace e soddisfacente.

Le emergenze creano tanto sconforto e caos, ma se si affrontano insieme all’interno di una realtà consolidata con Anpas, è più “facile” intervenire mettendo a disposizione le proprie competenze e il proprio cuore.

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